Panico
La notizia si è diffusa rapidamente, forse più velocemente di quanto previsto. I telefoni sono impazziti, le linee telefoniche non hanno sopportato il carico e hanno ceduto anche loro alla notizia della minaccia nucleare. La città si è trasformata in un formicaio scoperto. Le famiglie cercano disperatamente i propri cari. Fatica sprecata il traffico inizia a soffocare le strade, alcuni in preda al panico abbandonano l’automobile e corrono a piedi per le vie.

L’aereo presidenziale è stato deviato verso una destinazione imprecisata. La stampa si accalca fuori dell’ufficio per la gestione della crisi. Vogliono sapere quando accadrà, bramosi di dare la notizia per primi, che una città è stata spazzata via dalla follia di pochi. Quei pochi che ci hanno abbandonato in un incubo.