Flashback
Il profilo della pistola si staglia scuro e copre quasi il suo viso. Prendo la mira con attenzione, voglio sparare un colpo solo. Hakim mi sta parlando, le sue parole mi consigliano come sempre. Non guardo i suoi occhi… non sono persone, nessun essere umano costringerebbe un’altro a vivere in questo buco puzzolente. Mi parla, vuole dirmi qualcosa… non mi interessa. Qualche secondo ancora e resterai in silenzio per sempre…

Dietro la sagoma della pistola scorgo qualcosa… non voglio sapere. Mi distraggo e sento un nome che mi sembra di conoscere. Hakim insiste di procedere. Christopher… chi è? Guardo oltre la canna e incrocio il suo sguardo. Il viso è troppo deformato… non capisco. Chi sei? Mi sembra di conoscerti… quei occhi li ho già incrociati. Mi dice: “amico mio…”, come è possibile, io non conosco altri fuori di qui.
Lo sguardo prosegue sul mio braccio, tento di ritrovare la concentrazione, noto che la pelle della mia mano ha lo stesso colore del suo viso. Mi giro verso Hakim e per la prima volta mi accorgo di particolari che stonano. Lui è diverso… è simile agli altri del rifugio, non siamo gli stessi, io non sono uno di loro… ma chi sono? Hakim sta perdendo la pazienza, avverto rabbia nella sua voce. Perché grida così se siamo amici… cosa ti hanno fatto Christopher? Ma chi è Christopher? Perché sono qui sotto… Chi sono i miei amici?
Ritornano le luci abbaglianti, ricordo la sabbia sul volto, l’odore di olio che mi sale su per le narici… chi sono? Vedo volti senza significato… ricordi di un passato che non mi appartengono. Suoni di esplosioni, grida di aiuto… e quegli occhi… sotto il sangue che cola c’è Adam. Il mio compagno… quando siamo stati compagni? Cosa sta succedendo…?