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	<title>Nayemawa</title>
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	<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 15:59:48 +0000</pubDate>
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		<title>Corridoio energetico alternativo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 17:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla sua posizione geografica, la Turchia appare come un potenziale corridoio energetico tra il Medio Oriente e l’Asia centrale, da una parte, e l’Europa dall’altra. L’Unione europea e Ankara hanno interesse a sviluppare le interconnessioni est-ovest al fine di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.

Le componenti principali del corridoio energetico est-ovest sarebbero l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">Grazie alla sua posizione geografica, la Turchia appare come un potenziale corridoio energetico tra il Medio Oriente e l’Asia centrale, da una parte, e l’Europa dall’altra. L’Unione europea e Ankara hanno interesse a sviluppare le interconnessioni est-ovest al fine di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-25" src="http://events.softaircenter.com/nayemawa/files/2009/01/nayemawa-pipelines.gif" alt="" width="319" height="253" /></p>
<p style="text-align: left">Le componenti principali del corridoio energetico est-ovest sarebbero l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan inaugurato nel 2006 e il gasdotto Baku-Tbilisi-Erzurum, considerato il primo tratto del più ampio progetto del Trans-Caspio.</p>
<p style="text-align: left">Il gas è il settore, che presenta maggiori potenzialità di sviluppo sia sul piano interno, che su quello delle esportazioni. Attualmente la Turchia importa circa il 90% del suo fabbisogno e la crescita economica degli ultimi anni ha richiesto un incremento del 7% della domanda energetica turca, principalmente di gas.</p>
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		<title>Gazprom in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 16:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel business del metano russo ora è entrata anche la Sace. Una partita importante, con il potenziamento programmato per il gasdotto che dalla Siberia fa arrivare il metano fino al confine italiano.
A fine agosto Putin ha chiesto a Berlusconi che venisse consentito alla Gazprom di investire più intensamente in Italia, &#8220;comprese - riporta l’agenzia Novosti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel business del metano russo ora è entrata anche la Sace. Una partita importante, con il potenziamento programmato per il gasdotto che dalla Siberia fa arrivare il metano fino al confine italiano.</p>
<p>A fine agosto Putin ha chiesto a Berlusconi che venisse consentito alla Gazprom di investire più intensamente in Italia, &#8220;comprese - riporta l’agenzia Novosti - le reti di distribuzione del gas&#8221;.</p>
<p>Il giornale Vremia ha aggiunto: &#8220;La Gazprom è interessata alla possibilità di nuovi investimenti nel settore energetico, compresa la rete di gasdotti&#8221;. Segue l’ipotesi di acquistare parte della Snam rete Gas.</p>
<p>In questo modo la società moscovita potrà commercializzare indipendentemente più del 10% del suo export verso l’Italia, dove le vendite della Gazprom sono già in aumento del 9% con 21,5 miliardi di metri cubi. La Gazprom intende entrare direttamente sui mercati finali, scavalcando gli intermediari e cioè le aziende nazionali dei singoli Paesi.</p>
<p>La Gazprom punta sulla Germania (attraverso la Wingas) e l’Italia. La Promgas, nata nel 1993 come joint venture fra Eni e Gazprom, è mirata agli scambi non monetari fra Italia e Russia. Alla Promgas di Milano arrivavano da Mosca i giovani manager russi in cerca di esperienza.</p>
<p>La Promgas vede al vertice anche Aleksandr Medveded, già ufficiale dell’FSB (il servizio segreto russo), direttore generale della Gazeksport e grande negoziatore dei grandi contratti internazionali.</p>
<p>Da anni Mosca segue una politica di accentramento sotto il Cremlino di tutte le risorse energetiche. La Gazprom - abituata per anni a personalità forti come Viktor Cernomyrdin - oggi appare senza guida, ma non è così. Il suo leader ha un ufficio al Cremlino: Dimitri Medveded. Personalità al vertice del consiglio dei direttori della Gazprom e al tempo stesso capo dell’amministrazione Putin.</p>
<p>Nelle scorse settimane, Roman Abramovic è stato convinto a cedere la sua compagnia petrolifera Sibneft alla Gazprom. La Yukos di Michail Khodorkovski ora appartiene a una finanziaria dietro la quale sembra che ci siano investimenti cinesi. La maggiore compagnia petrolifera russa, la Lukoil, è riconducibile alla più ortodossa area putiniana.</p>
<p>Queste aziende evidenziano un disegno comune: l’espansione verso i giacimenti dell’Asia Centrale ed i consumatori europei.</p>
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