Lanzikistan

Geografia
Il Lanzikistan, è una piccola regione montana, abitata da tribù seminomadi. Quasi completamente priva di risorse energetiche, dispone di un economia basata principalmente su l’agricoltura e l’allevamento. In questi anni sono stati avviati vari progetti per favorire l’industrializzazione, ma il rigore religioso e la diffidenza verso gli stranieri, unitamente all’isolamento geografico, non hanno consentito di raggiungere i risultati sperati.

Parte dell’uranio destinato alla macchina militare nucleare sovietica veniva estratto in Lanzikistan (che per questo si era guadagnato il titolo di «piccola fortezza atomica del Sud») e almeno 15 siti minerari abbandonati nel solo Lanzikistan potrebbero diffondere scorie radioattive instabili o contaminare le falde acquifere circostanti.

Nel 1999 quasi due tonnellate di cianato di sodio destinate alla miniera d’oro lanzika di Kator si sono incidentalmente riversate nel fiume Örk.

I fiumi del paese offrono un vasto potenziale nel settore dell’energia idroelettrica, sebbene oggi coprano soltanto il 12% del fabbisogno nazionale, e l’espansione degli impianti già esistenti, così come la creazione di nuove centrali, non mancheranno di far emergere importanti questioni ambientali. Le riserve locali di acqua dolce, intrappolate sotto forma di ghiacciai, restano oggi la più grande risorsa naturale del paese.

Il Lanzikistan è uno stato minuto ed occupa un territorio che per il 94% è montuoso. L’altitudine media del paese è di 1000 m slm. Circa il 40% della regione è inabitata e priva di risorse economiche.

Ogni anno il territorio offre rifugio a migliaia di uccelli migratori, tra cui rare specie selvatiche. Si ritiene inoltre che il paese ospiti la quarta più nutrita popolazione al mondo di orsi di montagna, sebbene il numero degli esemplari stia rapidamente diminuendo.

Popolazione
I lanziki costituiscono il 65% della popolazione, per il resto formata da russi (22%), che vivono principalmente nella capitale e in altri piccolissimi centri industriali e sono la minoranza più numerosa. Le tensioni fra le comunità tribali per la distribuzione di terre e case sfociò, nel 1990, in violenti scontri che causarono la morte di oltre 200 persone.

La popolazione locale è molto orgogliosa e legata a usi e costumi antichi, originari delle prime popolazioni nomadi guerriere, che scelsero di fermarsi e trasformarsi in agricoltori ed allevatori. Nel corso dei secoli si sviluppò una religione locale animista e con forti aspetti di superstizione. L’isolamento geografico e la notevole xenofobia, forse originariamente dovuta a conflitti con altre popolazioni guerriere, hanno conservato nel tempo le tradizioni antiche di questa regione.
La politica locale è gestita da complessi rapporti tribali. In questa regione si distinguono tre gruppi principali:

I Sorkh (trad. Guardiani), sono tribù di agricoltori ed allevatori. Una popolazione tranquilla e sedentaria, vivono isolati e si spostano solo per commerciare i loro prodotti. La loro religione è legata alla loro vita in forte contatto con la natura. Riti e superstizioni popolari animano le loro feste tradizionali. Sebbene conducano una vita molto umile, investono tutte le loro risorse per allestire le loro festività religiose. Eventi significativi sono la Festa della Crescita, identificato nello spirito di Run (la divinità delle piante) e la Festa di Bahir (la divinità dell’inverno). Nella trazione locale Run e Bahir sono fratelli legati da un rapporto conflittuale. Run ogni anno fa germinare le colture e rifiorire le piante, Bahir geloso di questa bellezza approfitta della distrazione del fratello per far cadere la neve e soffocare in una morsa di gelo la flora. L’alternarsi delle stagioni è guidato dalla lotta fra queste due divinità. Le due feste possiedono un differente significato religioso, una intende favorire ed augurare una vigorosa crescita alle colture, l’altra distrarre il malvagio Bahir per rallentare l’arrivo dell’inverno.

I Voruh (trad. Orsi) sono una tribù che non ha mai voluto dimenticare le loro origini guerriere. Fieri combattenti, nella loro simbologia si identificano come i discendenti dell’orso Vur. Anticamente nella regione erano presenti molti orsi, ma il lento degrado ambientale e la caccia continuata, ne hanno provocato la quasi totale scomparsa. Nella antica cultura tribale l’uccisione dell’orso rappresentava un passaggio necessario per essere accettati nel consiglio dei capi tribù. La scomparsa di orsi ha limitato il rinnovo dei capi tribù, questo ha condizionato e ridotto il controllo sulla popolazione, favorendo l’incremento di abusi e violenze.

I Kairagh (trad. Popolo dell’erba), tribù che abitano la pianura, stimolati da contatti con altre popolazioni, hanno abbandonato la loro innata diffidenza, aprendosi ed assorbendo usi e costumi non nativi delle loro terre. Questo si manifesta come un favorevole incremento dei rapporti sociali e in un allontanamento dalle pratiche superstiziose. Il commercio è la loro principale risorsa economica. Abili venditori non trascurano alcuna opportunità per vendere i loro prodotti. L’antica diffidenza popolare si è trasformata in astuzia nei rapporti commerciali. Un comune detto scherzoso sorkh afferma: “Hui ti Bahir, sao ri Kairagh!” tradotto Meglio essere inseguiti da Bahir, che avvicinati da un Kairagh.

Lingua
Il Lanzikistan è una delle ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale (assieme al Kerestan) ad aver abbandonato il russo come lingua ufficiale dopo l’indipendenza, affiancandogli il lanziko e rendendolo un paese bilingue. Questa decisione fu un chiaro segnale di repulsione nel nuovo paese indipendente per i russi etnici residenti, che condusse ad un inevitabile fuga di cervelli.

Il lanziko appartiene ad un gruppo indipendente di microlingue locali. Nel 1928 si passò all’alfabeto latino ma ebbe vita breve: nel 1941 venne rimpiazzato dal complesso alfabeto locale.

In generale, grazie al grande afflusso di turisti la popolazione in tutto il paese capisce e parla altre lingue, eccetto in alcune aree remote di montagna; il lanziko è la lingua madre della maggior parte degli abitanti, e la maggior parte degli affari economici e politici sono condotti in questa lingua. Fino a poco tempo fa, il lanziko era una lingua da parlare in ambito familiare e veniva usato raramente durante meeting o altri eventi. Tuttavia oggi la maggior parte degli incontri parlamentari sono condotti in questa lingua, con traduzione simultanea per chi non la conosce.

Politica
In questi anni la presenza di un governo locale debole ha favorito l’azione ed il rafforzamento di attivisti politici. Tra questi notiamo Moruq Afir, capo tribù di origini Voruh, che da semplice leader carismatico si è proposto come guida spirituale di un folto gruppo di nazionalisti. L’impiego di metodi molto discutibili, alcune fonti riportano anche casi di violenze, gli hanno consentito di contrastare ogni forma di opposizione.

Oggi Moruq Afir, anche conosciuto presso i suoi seguaci come Afir Vurmi (Afir la Zampata di Vur), decide di assoggettare con l’uso della forza tutta la regione. Per raggiungere con maggiore facilità il suo scopo ha stretto pericolosi accordi con forze militari irregolari provenienti dallo scioglimento della ex-Unione Sovietica.

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