Archivio per May, 2008

Moruq Afir in Kerestan

La prima visita di Moruq Afir in Kerestan ci comunica il volto più lugubre del potere fatto regime. Quello della repressione violenta e sistematica dei diritti civili e politici. Quello della negazione della libertà e del diritto all’esistenza di altre culture e dell’ingerenza a tutto campo nei fragili equilibri locali, dal Kerestan all’Afghanistan. Quello di una minaccia militare nucleare celata dietro il velo di un programma civile che rifiuta i vincoli della trasparenza e nel quale ancora pochi giorni fa le Nazioni Unite hanno riconosciuto i segni di una intenzionale assenza di cooperazione con la comunità internazionale.

Vittime in LanzikistanNegli ultimi anni il Kerestan ha di fatto concorso ad attenuare la pressione internazionale sul Lanzikistan, rallentando l’adozione di sanzioni nel timore che potesse esserne danneggiato l’interscambio commerciale con Karun. Ma altri Paesi europei che intrattengono con esso rapporti economici non meno rilevanti, non hanno dimostrato la stessa cautela. Al contrario, l’entità stessa degli interessi economici è stata fatta pesare sul piatto delle trattative con il regime di Moruq Afir: distinguendo pragmaticamente l’obiettivo dell’integrazione commerciale da quello della vigilanza sul tema dei diritti umani e del potenziale di minaccia globale che quel regime continua ad accumulare.

Politica economica

Il leader iraniano Ahmadinejad in un suo recente intervento ha sostenuto la causa dell’indipendenza nucleare del Lanzikistan, una piccola nazione schiacciata da potenze economiche straniere, che strangolano il paese e lo privano della libertà di rendersi indipendente. Anche se le più recenti ambiguità del nuovo governo lasciano intravvedere differenti interessi rispetto alla gestione delle risorse nucleari locali. Continua il sostanziale disinteresse con cui viene trattato il tema dei diritti umani nel Lanzikistan.

Lanzikistan e nucleareNel frattempo il tema si è fatto largo nelle agende dei nuovi leader europei. E oggi Angela Merkel e Nicolas Sarkozy mostrano di saperne fare un uso accorto ma incisivo, ciascuno nella propria area di interesse geopolitico. Il cancelliere tedesco ha assunto di fatto la guida della politica europea verso le nuove realtà dell’exUnione Sovietica, con la fermezza necessaria nei confronti del deficit democratico incarnato da Putin ma anche con l’intenzione di non interrompere il filo del dialogo con Moruq Afir. Sarkozy, per parte sua, ha imperniato il nuovo protagonismo francese sull’emergenza del Lanzikistan e sulla spinta per una più energica azione internazionale in quell’area. Non c’è niente di ideologico nelle iniziative di Parigi e Berlino, ma la capacità di coniugare una sana politica degli interessi nazionali con l’esercizio di una pressione realistica per l’allargamento degli spazi di diritto e libertà là dove arriva il raggio della propria influenza.

Ricerca nucleare

La presenza di personale scientifico proveniente dai laboratori militari di Zheleznogorsk, proietta ombre sinistre sulle reali intenzioni del governo lanziko. Alcune indiscrezioni informano che in laboratori mobili si stanno eseguendo misurazioni sul materiale estratto.

Reattore russo a ZheleznogorskUna pista diversa, legata a interessi concreti, viene suggerita oggi dal quindicinale russo Novaia Gazeta. Che mette in relazione il caso con quello di un altri scienziati attivi sul plutonio. Molti sono misteriosamente scomparsi o assassinati. Secondo Novaia Gazeta i ricercatori russi, favorevoli a processare le scorie per renderle definitivamente inerti e sottrarle alle mire di possibili malintenzionati, sono incorsi in inspiegabili incidenti. Le autorità sovietiche non rilasciano dichiarazioni a riguardo.

Nessuna minaccia

Moruq Afir respinge con sdegno ogni sospetto di minaccia nucleare. Aggiunge che le truppe mercenarie hanno solo una funzione di controllo, la loro presenza è indispensabile per garantire la sicurezza della popolazione e proteggere da violenze da parte di forze ex-militari allo sbando. L’uranio estratto sarà impiegato per garantire al paese un adeguato sviluppo economico.

Riunione di Governo in LanzikistanLa grave situazione in cui si trova il Lanzikistan è stata originata dal continuo sfruttamento delle risorse locali, senza un effettivo ritorno economico per gli abitanti. Secondo il leader il popolo lanziko ha il diritto di vivere e potersi garantire un futuro attraverso la gestione delle proprie risorse minerarie. Il periodo di ignoranza e sottomissione verso governi esterni si è concluso. Il paese deve risorgere ed aspirare ad occupare una nuova posizione tra le altre nazioni. I lanziki camminano ogni giorno su di un tesoro senza saperlo.

Manifestazioni di protesta

Le notizie sulle violenze durante gli scontri in Lanzikistan hanno sconvolto l’opinione pubblica, numerosi gruppi per i diritti umani sono scesi per le strade a manifestare contro quanto accade nella ex-repubblica sovietica. Alcuni parlano di genocidio di massa e chiedono un intervento immediato degli organi competenti per fermare le violenze.

Manifestanti a BostonA Boston la polizia è stata costretta a caricare i manifestanti per disperderli e si registrano alcuni feriti lievi, una donna presa da malore ha richiesto l’intervento dei paramedici. Anche la situazione dell’equipaggio catturato dai ribelli lanziki, su cui si continua a non avere notizie, inizia a suscitare tensioni. La situazione nella regione è molto delicata ed esige cautela, le autorità garantiscono che si sta già facendo tutto il possibile per il rilascio dei prigionieri.

Minaccia Nucleare

Rilevamenti satellitari indicano la presenza di truppe in aree sensibili del territorio, in particolare presso le miniere di uranio ed i complessi di stoccaggio e lavorazione del materiale fissile. L’accresciuta attività presso i vecchi complessi sovietici suggerisce una situazione di rischio per gli equilibri politici della regione, inoltre pare che il nuovo governo abbia deciso di riattivare gli impianti con l’intento di allestire ordigni nucleari.

Miniere di Uranio in LanzikistanLa presenza di mercenari, provenienti dalle fila del vecchio esercito sovietico, non può che alimentare il timore che il materiale nucleare vada a finire nelle mani sbagliate. Infatti la fuga di scienziati militari consentirebbe al Lanzikistan di disporre del personale scientifico per gestire l’arricchimento e la costruzione di piccoli ordigni atomici.

Le gravi condizioni di instabilità del paese non consentono l’invio di personale per verificare ed escludere una minaccia nucleare. Gli Stati Uniti ed il Regno Unito sono favorevoli ad un intervento immediato per contrastare il pericolo. Il paese si trova in una condizione di ingovernabilità e nessuno garantisce sulle procedure di sicurezza e le finalità del processo di lavorazione.

Intervento di Ban Ki-moon

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha giudicato molto duramente il conflitto in corso nel Lanzikistan. Le violenze devono cessare e si deve consentire di raggiungere la popolazione per distribuire gli aiuti umanitari. La regione deve essere posta in sicurezza. Non vi può essere una soluzione militare ai contrasti tribali per il governo del paese. Si invitano entrambi le parti a sciogliere le forze e partecipare ad un incontro ufficiale per porre fine ai combattimenti.

Ban Ki-moonIn un discorso ufficiale Moruq Afir garantisce per la salute dei giornalisti in Lanzikistan. Precisa che i giornalisti non sono trattenuti contro la loro volontà, ma sono ospitati in luogo sicuro al fine di garantire la loro sicurezza ed evitare che possano essere colpiti dal fuoco indiscriminato della Resistenza.

La distribuzione di provviste alimentari è rallentata dal nuovo Esercito Rivoluzionario, che non lascia avvicinare ai luoghi degli scontri. Il cordone di sicurezza predisposto intorno al paese non permette di raggiungere la popolazione stremata. All’interno della quale si registrano numerose vittime a causa degli scontri armati e la diffusione di infezioni. Il territorio impervio crea notevoli disagi e non consente di raggiungere le zone più isolate.

Controllo dell’informazione

Le trasmissioni delle due emittenti televisive nazionali sono ufficialmente sospese. Esternamente forze militari mercenarie ne presidiano gli ingressi ed allontanano con la forza i curiosi che vi si soffermano di fronte. Non si possono scattare fotografie o eseguire riprese, chi viene sorpreso con apparecchiature viene condotto con la forza negli uffici della Polizia Politica.

Trasmissioni Sospese

Temendone l’impiego per comunicare o inviare richieste di soccorso, le sedi delle radio locali sono state bombardate durante l’inizio degli scontri. Privando la popolazione di notizie aggiornate su quanto stesse accadendo nel paese.

Il Consiglio delle Nazioni Unite ha bollato come deplorevole la evidente violazione dei diritti civili attuata dal dittatore. Il Consiglio si riserverà di impiegare tutti gli strumenti a sua disposizione per fare pressione e garantire il rispetto dei diritti umani. Anche i giornalisti sembra che vengano trattenuti contro la loro volontà in edifici governativi e sorvegliati a vista.

Silenzio Stampa

Karun - La notte è calata ancora una volta sulla capitale. Echi distanti di esplosioni si perdono nel silenzio. Le vie sono deserte avvolte da un odore acre di fumo e dal fetore dei corpi abbandonati sul ciglio della strada. Un miscuglio di cenere e vapori assale la gola ad ogni respiro. Lo stabilimento chimico della Warmer Co. continua a bruciare alla periferia della città. Le autocisterne rimaste non riescono ad avere ragione delle fiamme. Una densa nube di fumo nero sale e si espande annegando le strade in una cortina acre e appiccicosa.

 Incendio a Karun

Quanche giorno prima si avvertivano ancora i lamenti dei feriti, ora tutto tace, la vita è sospesa in un silenzio spetrale. Cani randagi consumano quello che resta delle carogne. Ai giornalisti non è consentito lasciare il palazzo o inviare servizi. Le comunicazioni sono clandestine, il nuovo governo ha imposto il divieto sull’informazione. Nulla deve trapelare all’esterno di quanto succede qui. Inviare un articolo alla propria redazione può costare la vita.

Isolamento totale

Dopo molti giorni di silenzio solo ora si hanno le prime informazioni sulla situazione nel paese. I giornalisti stranieri sono stati raccolti in un palazzo presidenziale e non gli è consentito di allontanarsi e comunicare con l’esterno, le poche immagini che ci sono giunte provengono da trasmissioni satellitari. Alcuni operatori sfuggiti ai rastrellamenti, insieme a gruppi della resistenza, si sono rifugiati in luoghi inaccessibili sulle montagne. Le radio locali sono state messe a tacere dall’artiglieria nelle prime ore del conflitto e subito occupate dalle truppe ribelli lanzike. Il governo di occupazione ha ordinato il silenzio stampa e l’arresto immediato di chi verrà sorpreso per strada a filmare o fotografare.

Rovine in LanzikistanIn questi giorni nessuno è più riuscito a lasciare il paese, poiché i ribelli presidiano i confini. La popolazione è stata respinta verso l’interno e non si hanno notizie di altri stranieri presenti sul territorio.

Continuano ad affluire camion di truppe mercenarie con attrezzature ed armi pesanti. La situazione politica sembra essersi stabilizzata sotto il controllo di Moruq Afir. L’esercito rivoluzionario controlla i centri abitati e per le strade non vi sono più scontri. Gli incendi scoppiati durante le violenze sono ora spenti e una nube di fumo nero soffoca la capitale Karun. Giungono echi di esplosioni in lontananza, i combattimenti sembrano proseguire sulle montagne.

© 2008 Operation Bear Claw